Pubblicato da: onlistres su: Agosto 5, 2009
Ma le strategie televisive importano poco a chi, da tempo, cerca di tutelare i bambini e non è affatto convinto che basti una programmazione «studiata da esperti e completamente priva di pub- blicità» a rendere innocuo un progetto che tanto innocuo non è.
Non a caso, riferisce ancora la Scala, a fronte di studi sui «danni che può provocare in bambini così piccoli l’esposizione alla televisione», l’Autorità per le Comunicazioni francese ha imposto il seguente messaggio: «Guardare la televisione può frenare lo sviluppo dei bambini minori di tre anni, causare ritardi psicomotori, incoraggiare la passività, causare sovreccitazione e turbe del sonno».
Il canale è nato nel 2003 in Israele, è già presente in oltre cento Paesi del mondo e, come spiega il comunicato stampa, «offre una programmazione innovativa che utilizza il mezzo televisivo per favorire nel bambino l’apprendimento e la consapevolezza di sé».
A difendere BabyTV, naturalmente, c’è anche Sherin Salvetti di Fox Channels Italy che però, mentre assicura che «l’obiettivo di BabyTV non è quello diventare una baby sitter ma quello di offrire un nuovo spunto di interazione tra genitori e figli», dimentica di citare le ultime righe del comunicato stampa.
Fonte:
http://www.avvenire.it/Spettacoli/L+UPI_200907290700006300000.htm