Onlistres’s Weblog

Armstrong: «Mi alleno per il Giro»

Pubblicato da: onlistres su: Marzo 22, 2009

Nella Sanremo dei centodue anni che festeggia le Cento edizioni i numeri hanno il loro significato. Quindi sette le Sanremo corse. Sette anni dall’ultima partecipazione. Sette Tour vinti, sette vite come i gatti, anche se per Lance Armstrong questa Sanremo altro non è che lo spartiacque tra un prima e un dopo. Tra il primo Armstrong e quello che oggi si rituffa nel ciclismo che conta.Sette per te, che non è solo un gioco di parole, ma fa pur sempre 21, come il numero che oggi porterà sulla maglietta. Sette compagni di squadra che lo scorteranno in Riviera, e lui che dovrà sudare le cosiddette sette camicie per verificare la sua condizione, prima del Giro, prima del Tour, prima di fare brutte figure.Per il suo primo incontro con la stampa europea, se si esclude il ritiro di Tenerife, sceglie il Castello Sforzesco: arriva scortato come un capo di stato. «La Sanremo rappresenta un pezzo di storia del ciclismo, sono felice di essere qui perché si respira l’atmosfera delle grandi classiche europee. Sarà anche un’occasione per capire a che punto è la mia condizione. Vincere? Non ha grande importanza di come finirò la gara», dice il texano che si presenta in borghese: jeans, camicia scura, golfino grigio, scarpe da jogging.Per Armstrong sarà la prima corsa europea dopo il Down Under, in Australia, e il Giro di California. «Mi sono dimenticato dell’atmosfera che si respira in Europa. Come del resto è stato in Australia, dove non conoscevo il 50% dei corridori.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=337865

Esposito in extremis Dinho non basta

Pubblicato da: onlistres su: Novembre 10, 2008

Lecce Il Milan si mangia le mani e il primato. Ha pareggiato 1-1 in casa del Lecce nel posticipo dell’undicesima giornata. Allo stadio «Via del Mare» i rossoneri si sono portati in vantaggio al 79’ con un gol di Ronaldinho, che ha spinto in rete un bell’assist dalla destra di Pato, ma si sono visti raggiungere al 93’ dal colpo di testa di Andrea Esposito. Col pareggio di ieri sera, il Milan perde il comando della classifica, che vede ora l’Inter davanti a tutti con 24 punti, uno in più dei rossoneri e del Napoli.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304982

Medici senza Frontiere: vietato l’accesso al Cpt di Lampedusa?

Pubblicato da: onlistres su: Novembre 9, 2008

A Medici senza Frontiere sarebbe stato negato, da parte del ministero dell’Interno, di lavorare e operare nel Cpt di Lampedusa. La notizia è stata diffusa dal segretario del Prc, Paolo Ferrero, che l’ha definita «una decisione gravissima e inaccettabile». Secondo Ferrero «con ogni evidenza, il governo Berlusconi e il ministero dell’interno vogliono rendere i Cpt dei luoghi extra-territoriali, indifferenti alle leggi, al diritto, alle convenzioni e alle organizzazioni umanitarie, e cioè farne dei luoghi ‘extra legem’, soggetti ad ogni arbitrio e a ogni diritto». Organizzazioni umanitarie credibili e serie, «oltre che internazionalmente riconosciute, come msf – per Ferrero – devono poter invece essere presenti, poter entrare nei cpt e verificare lo stato e il diritto alla salute, il rispetto pieno dei diritti, sanitari e umani, degli extracomunitari che vi sono lì tenuti».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80576

Obama, due neonazisti volevano assassinarlo

Pubblicato da: onlistres su: Novembre 2, 2008

Si chiamano Daniel Cowart e Paul Schlesselman, i due neonazi a cui era venuta la folle idea di uccidere Baraci Obama. Il primo ha vent’anni, l’altro appena diciotto, e sognavano di diventare martiri, ariani che si sono sacrificati per la supremazia della razza bianca. L’Fbi fortunatamente è riuscita a sventare questa assurda follia. Li hanno arrestati in Tennessee e in Arkansas con l’accusa di possesso illegale di fucili a canne mozze. Ma secondo i procuratori del governo federale americano il loro piano era ancora più ambizioso e sconvolgente: volevano uccidere 88 afroamericani, compiendo un massacro in una scuola superiore del Tennessee. E Obama sarebbe stato solo l’ultimo bersaglio della loro follia omicida.Cowart e Schlesselman erano già conosciuti dalle forze dell’ordine come appartenenti a gruppi skinhead e neonazisti. Secondo le informazioni diffuse fino a questo momento, non è chiaro quale pericolo Obama abbia mai corso, né se questo pericolo sia mai stato concreto. I due sospetti hanno semplicemente confessato agli investigatori il loro progetto, che era tuttavia apparentemente ancora lontano dall’attuazione. Un portavoce del dipartimento di Giustizia di Washington ha notato come i due fossero consapevoli che sarebbe stato difficile, se non impossibile, sparare a Obama. «Pensavano di non riuscirci, ma contavano sul fatto di essere uccisi mentre ci provavamo», ha detto Jim Cavanaugh, un agente speciale della Aft.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80346

Francesca ha perso la voce. Ha urlato nel megafono, si è sgolata per fermarli. Non c’è riuscita. E così di piazza Navona si dirà: gli studenti si picchiano fra di loro, quelli di destra contro quelli di sinistra e viceversa. C’è però un’altra verità, molto più importante. Perchè dopo qualche minuto le grida di Francesca sortiscono effetto. Mentre i ragazzi dei centri sociali arrivavano per «riprendersi la piazza» e un nutrito gruppo di fascisti difende il furgoncino del Blocco studentesco di destra che si è spostato verso via Agonale alla fine della piazza, una folla avanza a braccia alzate. È la maggioranza, la stragrande maggioranza degli studenti universitari e medi che scendono in piazza da giorni per difendere scuola e università dalla Gelmini e dai tagli del governo. Avanzano urlando «Con le mani alzate, con le mani alzate» e poi intonano «La protesta è pacifista, la protesta è pacifista» e «Bella ciao». Nel giro di qualche minuto hanno il sopravvento, gli animi si calmano. Francesca e i suoi compagni di Roma Tre riescono a riprendere il megafono e a ricordare a tutti che «la violenza non ci serve, è contro la nostra protesta». Ritornano in piazza anche i ragazzi e le ragazze che sono fuggiti impauriti dagli scontri. Si riprendono la piazza e la loro protesta. Qualche minuto di consultazioni e si decide: il corteo riparte verso la Sapienza al grido ‘Siamo tutti antifascisti’.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80403

17×60, Amnesty fa musica per i nostri cervelli – Diritti Umani

Pubblicato da: onlistres su: Novembre 2, 2008

Musica. Questo è il linguaggio con cui parlare di diritti umani. Amnesty, in occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti umani (pdf) che ricorre il prossimo 10 dicembre, non ha dubbi. Più che i convegni, i seminari, le paginate di intenti, vale una canzone. Per questo ha chiesto a 17 artisti italiani di regalargli un pezzo che raccontasse piccole grandi storie di violazioni, di soprusi, di diritti calpestati. Ne è nato un cd, 17×60 il titolo, che sarà nei negozi dal 17 novembre, ma è disponibile già da ora: chi lo compra, non si fa solo una bel ripasso di civiltà, ma aiuta anche Amnesty a continuare il suo lavoro in difesa dei diritti umani. Nel mondo ma anche qui da noi. Già perché le storie raccontate dai diciassette artisti non sono per niente ‘esotiche’. Di violenze e discriminazioni ne sappiamo qualcosa anche noi. Ivano Fossati, in Pane e coraggio racconta dei migranti costretti a scontrarsi con le nostre leggi barbare, i Subsonica parlano del Canenero che affolla gli incubi di tanti bambini vittime di pedofilia, l’Avanzo di galera di Max Gazzè entra nelle carceri e nelle vite di chi è ingiustamente privato della libertà, i Modena City Ramblers in Ebano mettono in musica la storia di una ragazza africana finita sui marciapiedi. E poi ancora Daniele Silvestri, i ritmi di Enzo Avitabile e dei Sud Sound System, Gianmaria Testa, Paola Turci, Mariella Nava insieme a Dionne Warwick, Samuele Bersani, Giorgio Canali e i Rossofuoco, Elena Vittoria, Eugenio Bennato, Niccolò Fabi, Antonella Ruggiero e Jovanotti.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80410

Pakistan, aerei Usa lanciano missili su una scuola coranica: 11 morti

Pubblicato da: onlistres su: Ottobre 26, 2008

Sarebbe di 11 morti il bilancio di un attacco fatto con missili lanciati da droni, gli aerei senza pilota, probabilmente americani su una scuola coranica nel Nord Waziristan, una zona tribale del Pakistan nord occidentale, al confine con l’Afghanistan. Lo ha detto un responsabile dei servizi di sicurezza pachistani.Le zone tribali sono ritenute un rifugio di taleban e estremisti di al Qaida. Il ripetersi, ormai quasi quotidiano, di raid Usa in queste regioni ha creato forti tensioni fra Islamabad e Washington.«Due aerei senza pilota hanno lanciato tre missili» su una madrassa in un villaggio vicino a Miranshah, la principale città del Nord Waziristan, e 11 persone sono state uccise, ha detto il responsabile. La fonte ha aggiunto che fra le macerie potrebbero esserci altre vittime.Il portavoce delle forze armate pachistane, generale Athar Abbas, ha detto che «È stato segnalato un incidente» nel Nord Waziristan e si stanno raccogliendo informazioni sul numero esatto delle vittime.Abitanti della zona hanno detto che tutte le vittime sono membri di tribù locali e che alcuni abitanti del villaggio in collera hanno sparato contro i droni.Poche ore prima di questo nuovo attacco, il parlamento pachistano aveva adottato una mozione in cui chiede al governo di fare di più per mettere fine alle «incursioni» americane sul suolo pachistano.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80192

Il mondo nascosto del Carlo Felice

Pubblicato da: onlistres su: Ottobre 10, 2008

Come funziona il Teatro? Cosa c’è lì dietro, lì sotto, lì sopra? Come si muove la scena? Sono domande frequenti. Molti visitano il Carlo Felice e possono vedere anche se da lontano, la torre è davvero molto alta, alcune delle macchine che fanno muovere le scenografie e i palcoscenici, ma adesso per un po’, da oggi a sabato 15 novembre, sarà possibile guardare da vicino, in piccolo naturalmente, ma con la perfetta ricostruzione della realtà, i principali meccanismi di una scena. Sono infatti in mostra nel Grande Foyer del Teatro una serie di modellini che riproducono con estrema accuratezza anche nei movimenti le macchine teatrali e una serie di video che presentano le immagini dell’attività «dietro le quinte» realizzati dalla Direzione Allestimenti Scenici e dal Reparto Attrezzeria del Teatro Carlo Felice che oltre a essere uno dei migliori in Italia ha da tempo una importante consuetudine al lavoro didattico. La mostra «Il mondo nascosto delle macchine teatrali» è stata curata con la collaborazione di Grazia Biorci del C.N.R. – ISEM di Genova, di Enrico Ravina, referente scientifico dell’Università di Genova e di Rosaria Pagano della Direzione Scolastica Regionale. Dopo l’inaugurazione alla quale parteciperanno gli studenti che alle 11 assisteranno alla prova aperta del concerto diretto da Jonathan Webb e avranno modo di dialogare con il Maestro, la mostra sarà visitabile dal pubblico nei seguenti orari: dal martedì al sabato dalle 15 alle 18, con visite guidate in gruppo alla macchina scenica il sabato alle 11 e alle 17 su prenotazione, esclusi i giorni 1 e 4 novembre.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297098

Burlando e il Pd: a sinistra aperta la caccia

Pubblicato da: onlistres su: Ottobre 2, 2008

nostro inviato a Budapest«Non c’è niente da commentare, è stata solo una sciocchezza». Il presidente della Regione Claudio Burlando, da Budapest, minimizza la spaccatura nella sua maggioranza di martedì per la legge sulla caccia. C’è chi l’aveva letta come uno sgambetto allo stesso presidente che però preferisce glissare spiegando che «dall’estero non parlo mai di fatti politici legati al territorio». Ma intanto è indubbio che la maggioranza bipartisan – schierata a favore della richiesta allo Stato di modificare la legge nazionale per ridurre il termine di divieto di caccia sulle aree percorse dal fuoco da 10 a 3 anni dall’evento – provoca un altro forte (…)

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295058

Le 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita

Pubblicato da: onlistres su: Settembre 22, 2008

La Milano che non t’immagini è lì, esce dalle pieghe di quelle 285 pagine di una guida molto insolita che mette d’accordo la curiosità del turista per la prima volta in città e la disattenzione dei milanesi che invece l’attraversano spesso senza conoscerla. E mentre i primi avranno così a disposizione ben 101 idee per non annoiarsi in una metropoli brutta per definizione, gli altri avranno modo di scoprirne insospettabili bellezze e divertenti spunti per goderne i molti pregi.
Il volume di Micol Arianna Beltramini 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita (Newton Compton, 285 pagine, 13,90 euro) offre infatti una panoramica che non spazia solo sulle bellezze cosiddette istituzionali: i palazzi, le chiese, i musei e quant’altro di puramente artistico si trova su una qualsiasi guida, ma affronta un modo di essere. Alla meneghina, appunto. Per chi da sempre vive qui e per chi qui è solo di passaggio.
E infatti suggerisce idee e propone itinerari e gesti che i milanesi fanno milioni di volte nell’arco di un anno. E così ecco compiersi il paradosso: i cittadini distratti ma residenti avrebbero bisogno, almeno una volta nella vita, chessò, di salire sulla terrazza più alta del Duomo o sulla Torre Branca. E ancora di visitare la fornace Curti oppure di girare nel cimitero Monumentale come se fosse un museo. O, per i più scaramantici, organizzare una visita al Grand hotel et de Milan, e riempirsi gli occhi di colori ascoltando un concerto in San Maurizio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292354